La libertà di scelta, la possibilità di vivere e muoversi liberamente, il senso di costrizione, la progettualità negata, le incertezze amplificate, le diverse paure, il senso di vuoto, il terribile senso di minaccia sono le condizioni che tutti stiamo vivendo in questo lungo 2020.  Ci si sente sopraffatti, angosciati, frustrati, delusi, preoccupati, e tutto sembra essere negato, ingiusto, amplificato.

Siamo bombardati da notizie sul virus, si sente solo parlare di pandemia, di numeri di contagi, di perdite di vite. Siamo costretti a fare i conti con limitazioni, con distanziamento fisico che diventa sociale. Non è più possibile abbracciarci, fare una chiacchierata tra amici, vivere un momento di condivisione con colleghi, parenti. Si esce solo per chi può per lavorare o per spostarsi per visite mediche. Il tempo, lo spazio è dilatato, alterato, tutto scorre lentamente.

Alla luce di tutto questo, cosa si può fare, come ci si può adattare?

Non a caso uso il termine adattare perché è proprio un adeguamento, un aggiustamento fisico, sociale, personale, intimo che costringe ciascuno di noi a modificare i nostri comportamenti, a fare qualcosa di diverso, nuovo, particolare per poter trovare la migliore risposta in questo momento della vita. Il punto fondamentale e sorprendente è che siamo in grado tutti noi di tollerare e sostenere con le più intime e sconosciute risorse, questa condizione. Siamo in grado di trovare un nostro, seppur precario, equilibrio che ci consente di “aggiustarci” costantemente.

Siamo “programmati” evoluzionisticamente per trovare soluzioni ai problemi, siamo predisposti a riorganizzarci. Il vero segreto sta nell’avere fiducia nelle proprie capacità e la costanza di poter riprovare e riprovare fin quando non si raggiunge ciò che si desidera e/o avere la pazienza di aspettare che passi la tempesta. La nostra insita e innata capacità di trovare una strada alle difficoltà della vita è una delle più preziose opportunità.

Pensare anticipatamente a sottrarci agli ostacoli, avere l’idea di controllare gli eventi avversi è una illusione. Non è possibile controllare ciò che non può essere controllato.

È una semplice illusione che ci dà il senso di prepararci al peggio. In realtà mantiene vivo il problema, lo amplifica, portando a stati d’animo inquieti, si vive con l’ansia della catastrofe imminente e con l’idea di non avere fatto abbastanza per frenare l’imprevisto, ci si sente in colpa e irresponsabili.

Ciò che invece possiamo fare per fronteggiare i momenti più bui, è imparare ad attraversare e convivere con le difficoltà, stando con quello che c’è. A volte la soluzione sta proprio nel restare ad aspettare, nel darci il tempo necessario per capire quale strada percorrere, o vivere il momento con tutte le difficoltà che esso comporta. Già così si sta facendo tanto, ci si sta adattando alla condizione e allo stesso tempo si sta trovando la vera soluzione per attraversare la “burrasca”.

Dott.ssa Raffaela Massa psicologa-psicoterapeuta